Degenerazioni dei dischi intervertebrali

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(dott. Andrea Coculo)

Nella degenerazione dei dischi intervertebrali dovuta ad eccesso di sollecitazione sportiva o ad un carico di altra natura, come compressione o distensione, si produce alla lunga un usura che porta ad una diminuzione dell’altezza dei dischi stessi.

Ciò a sua volta porta ad una diminuzione della tensione dei legamenti longitudinali (anteriore e posteriore) e di conseguenza la stabilità del rachide vertebrale risulterà compromesso.

Di conseguenza si assiste ad un cambiamento della posizione dei corpi vertebrali che comporta, a sua volta, un restringimento dei fori intervertebrali e quindi una compressione o infiammazione dei rispettivi nervi che li attraversano. Ciò puo portare varie sintomatologie dolorose.

La causa principale è un insufficiente apporto di sostanze nutritizie che generalmente è determinato da una ridotta pervietà delle lamine cartilaginee e da una diminuzione di densità dei vasi intervertebrali. Un elevato grado di alterazione del tessuto del disco intervertebrale, con degenerazione delle lamine cartilaginee ed osteosclerosi (aumento dello spessore delle ossa che tuttavia divengono più fragili) a livello della lamina basale e di quella di copertura del corpo vertebrale, viene definita Osteocondrosi Intervertebrale.

Tale patologia produce una diminuzione dello spazio intervertebrale e anche una deformazione del corpo vertebrale con presenza di formazioni osteocartilaginee sui margini dei corpi intervertebrali.

Lesioni dei dischi intervertebrali dovute a una deviazione interna o ad una protrusione provvisoria provocano sintomatologie dolorose reversibili che si presentano in particolar modo a livello del tratto lombare delle colonna vertebrale in forma di lombalgie (es.il colpo della strega).

Le radici nervose possono essere infiammate a tal punto da causare dolori che si diffondono in altre parti del corpo innervate dal nervo interessato.
Infiammazioni ancora più intense e deficit neurologici vanno attribuiti generalmente ad un vero e proprio prolasso del nucleo polposo, dovuto a lacerazioni dell’anello fibroso.

La protrusione ed il prolasso del disco intervertebrale sono praticamente alterazioni della forma e della posizione del materiale del disco. Un prolasso del disco intervertebrale della colonna lombare è come minimo dieci volte più frequente che nel tratto cervicale.

Il disco intervertebrale tra i corpi della 4a e 5a vertebra lombare, come anche nella zona lombosacrale, rappresenta oltre il 90% di tutte le protrusioni dei dischi intervertebrali lombari. Detto ciò le radici nervose appartenenti a questi segmenti vertebrali sono quelle più frequentemente compresse, dando luogo poi a tutte le tipiche della sensibilità, del dolore e dei vari deficit motori.

Che la sintomatologia, soprattutto quella delle compressioni delle radici dei nervi, possa spesso presentare un quadro molto diverso, è dovuto al fatto che i rapporti spaziali tra protrusione del disco intervertebrale, forame intervertebrale (l’apertura laterale attraversata dal nervo) e radice del nervo possono essere molto diversi, per cui leggère protrusioni del disco possono determinare sintomi notevoli se le vertebre sono molto ravvicinate tra loro, mentre protrusioni molto gravi o addirittura ernie discali possono produrre sintomi di scarsa entità se vi è un canale spinale di larghezza adeguata.

Fino a quando si presenta una sintomatologia dolorosa senza deficit di natura neurologica vengono prescritti il riposo, l’applicazione locale di calore e farmaci analgesici ed antinfiammatori.

Se, invece, si presentano stati di paralisi, talvolta accompagnati da analgesia improvvisa, si dovrà intervenire chirurgicamente per cercare di preservare la funzionalità neurologica.

Viste le problematiche che si potrebbero presentare alla colonna vertebrale e relativi dischi, si dovrebbe prestare massima attenzione al carico sui corpi vertebrali, considerato che esso dipende in misura notevole dalla posizione della colonna stessa.

Nell’attività sportiva (es. pesistica) si dovrebbe avere una buona esecuzione tecnica in quanto questa permette una migliore distribuzione del peso sui dischi intervertebrali. Come si può ricavare da ricerche biomeccaniche sui dischi intervertebrali, il loro spessore diminuisce secondo la durata e l’intensità del carico assiale.

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