Radicali liberi e antiossidanti esogeni indispensabili

Radicali liberi e antiossidanti esogeni indispensabili

donna

Come possiamo sostenere i nostri sistemi fisiologici di protezione dai radicali liberi? Cosa è necessario integrare? Per rispondere bisogna approfondire il significato di radicale libero e di reazione radicalica a catena.

I radicali liberi hanno la caratteristica di avere un elettrone spaiato e di essere per questo “ansiosi” di legare un altro composto radicalico con un elettrone di spin opposto. Sono quindi composti altamente reattivi. Possiamo avere essenzialmente 3 tipi di radicali liberi, nella tabella seguente vengono indicati degli esempi:

NEUTRI

ANIONICI

CATIONICI

H

H ; OH ; H C

H

O2

 34

 

I radicali liberi possono essere di origine endogena o esogena (fumo di sigaretta, farmaci, inquinamento atmosferico, ecc…). Questi composti possono indurre alterazioni cellulari, attaccando qualsiasi tipo di struttura, con conseguenti patologie piuttosto gravi:

  • Acidi grassi perossidazione → alterazione delle membrane cellulari → alterazione della funzionalità cellulare
  • Acidi nucleici (DNA, RNA) → modificazioni delle basi → mutazioni e cancerogenesi
  • Proteine e enzimi → inattivazione, denaturazione e polimerizzazione → alterazioni strutturali e metaboliche
  • Polisaccaridi → depolimerizzazione → alterazioni strutturali e metaboliche

Gli acidi grassi insaturi sono particolarmente predisposti alla reazione con i radicali liberi e danno perossidazione lipidica, che porta ad una grave alterazione a livello delle membrane.

La cellula è dotata di un sistema di difesa dipendente dalla vitamina E, dalla vitamina C, dal glutatione e da un certo numero di attività enzimatiche.

Prima di trattare i sistemi di difesa della cellula contro la perossidazione lipidica, analizziamo le reazioni radicaliche a catena nella perossidazione lipidica.

35La parte importante della reazione è l’intervento dell’ossigeno che permette la formazione del radicale perossile, il quale facilmente si trasforma in perossido (idroperossido, come quello in figura) o perossidi ciclici e vari prodotti di decomposizione che vanno ad alterare le membrane cellulari. Per iniziare la perossidazione radicalica serve un radicale iniziatore; una volta innescata, la reazione si propaga autonomamente. Infatti il radicale perossile che si forma, preleva l’idrogeno (H) che gli serve per trasformarsi in idroperossido da un altro acido grasso insaturo, che a sua volta diventerà un radicale libero, e così via…

L’eliminazione dei perossidi a livello cellulare avviene ad opera della vitamina E (o tocoferolo).

La vitamina E è una componente normale delle membrane (si dispone nella porzione idrofobica interna parallelamente agli acidi grassi dei fosfolipidi) e in presenza di un radicale perossidico può perdere un idrogeno (H) trasformandosi essa stessa in radicale, fermando la propagazione della reazione a catena.

La forma radicalica della vitamina E è inattiva ma riconvertibile nella forma originaria attiva dall’intervento della vitamina C (acido ascorbico che si ossida in acido deidroascorbico), senza la quale rischia di riarrangiarsi nell’alfa-tocoferil chinone, una forma stabile non riconvertibile. Quindi se non c’è sufficiente vitamina C l’eliminazione del perossido non è più possibile a causa di un riarrangiamento irreversibile della vitamina E. Questo significa che una carenza di vitamina C porta ad una carenza di vitamina E.

La sequenza degli eventi per l’eliminazione dei perossidi richiede anche il glutatione. Infatti l’acido deidroascorbico (vitamina C ossidata, forma inattiva) viene riconvertito in acido ascorbico (vitamina C, forma attiva) con l’ossidazione di due molecole di glutatione. Il glutatione ossidato viene a sua volta riconvertito nella forma ridotta attiva da un processo enzimatico, che chiude questo complesso ciclo ossidoriduttivo che previene la formazione dei perossidi.

Nonostante un sufficiente apporto vitaminico la limiti, la formazione di perossidi è inevitabile, in particolar modo in alcune condizioni (per esempio riperfusione sanguigna di un tessuto dopo un’ischemia). Ma esiste un processo enzimatico endogeno riparatore che trasforma il perossido in un alcool. Questo processo è regolato dall’enzima glutatione perossidasi, coinvolge il glutatione e per funzionare necessita della presenza di Selenio (elemento esogeno da integrare con la dieta).

In conclusione, sono molte le sostanze che svolgono un’azione antiossidante (per esempio i polifenoli, molto concentrati nei frutti rossi) ma, sebbene siano d’aiuto nella protezione dai radicali liberi, quelli indispensabili per il funzionamento dei sistemi di protezione fisiologica appena trattati sono la vitamina C, la vitamina E ed il selenio. Altri nutrienti fondamentali per il funzionamento dei rimanenti sistemi antiossidanti fisiologici sono l’acido alfa-lipoico e il manganese.

L’integrazione di supplementi contenenti queste sostanze è molto utile e con due assunzioni al giorno permette di contrastare le carenze dovute all’irregolarità e allo squilibrio dell’alimentazione, che raramente è talmente equilibrata da integrare tutti gli antiossidanti necessari e solitamente non permette la loro distribuzione nel corso della giornata.

 

…E c’è dell’altro!