Alopecia androgenetica: cos’è, cosa sappiamo

Alopecia androgenetica: cos’è, cosa sappiamo

I capelli non sono cari soltanto al sesso femminile. Anche noi uomini abbiamo una paura, spesso neppure tanto nascosta, che si chiama alopecia androgenetica.

Alopecia androgenetica: meccanismo e fattori di indebolimento del capello

Dietro questo nome si nasconde infatti una progressiva perdita di capelli che, come risulta chiaro dal nome, ha alla base motivazioni di carattere androgenetico che  interessa principalmente gli uomini, e in misura alquanto minore le donne in una determinata fase della loro vita.

alopecia-androgenetica

La perdita dei capelli maschile.

Il meccanismo responsabile dell’indebolimento progressivo dei bulbi piliferi è chiaro essere la trasformazione del testosterone nel suo metabolita diidrotestosterone (DHT), ad opera dell’enzima 5alfa-reduttasi, che attua quindi una crescente miniaturizzazione del bulbo del capello fino a indurne la caduta. Il responsabile diretto pertanto dell’alopecia androgenetica non è tanto il testosterone, quanto questo suo “derivato” più attivo, che agisce direttamente  in modo del tutto negativo su target come cuoio capelluto e prostata ed allo stesso tempo in maniera del tutto positiva su crescita di peli corporei e barba, oltre che su altri caratteri secondari maschili come la voce. Ne deriva che nel tempo l’azione del DHT sui bulbi piliferi soprattutto della regione frontale e al vertice, accorcia gradualmente la vita del capello nella sua fase anagen, facendo di conseguenza iniziare prima quella detta telogen. Nel tempo questo progressivo accorciamento della vita del capello si traduce di fatto con la caduta vera e propria, attuazione caratteristica dell’alopecia androgenetica.

La causa sempre più chiara dell’alopecia androgenetica, che negli uomini è motivo frequente di insicurezza e insoddisfazione estetica, ci ha permesso nel tempo di mettere in atto alcune manovre correttive che possono contrastare l’indebolimento dei bulbi. La prima risposta arriva dalla terapia farmacologica che ha un nome preciso: finasteride. Questo farmaco infatti, largamente utilizzato come primo impiego nell’ipertrofia prostatica benigna, impedisce l’attività dell’enzima,  interrompendo l’effetto negativo del metabolita sui bulbi piliferi. Va da sé che l’effetto della terapia sulla caduta ha durata limitata, alla sospensione del quale  farmaco il meccanismo di indebolimento si rispristina. Come sempre però anche la natura e il nostro stile di vita, ci permettono per primi di provare a trovare un metodo risolutivo. Analogo erbale della finasteride è la Serenoa repens, che agisce in maniera del tutto similare contrastando l’azione enzimatica che crea il DHT; non a caso anch’essa ha un ruolo benefico nei casi di ipertrofia prostatica benigna. Altre sostanze poi, nel mondo dell’integrazione, hanno effetti benefici sulla vita e la salute dei nostri capelli, ad esempio lo Zinco, microelemento che è in grado di inibire ad alti dosaggi l’attività della 5alfa reduttasi e pertanto diminuire  i livelli di DHT. Anche la nostra dieta è in grado di influenzare positivamente  il meccanismo dell’alopecia androgenetica, tramite l’uso frequente di alimenti quali soia che apportano fitoestrogeni, ma ancor più legumi e cereali in grado di apportare ferro, zinco e rame, omega 3 e verdure a foglia quali spinaci e broccoli, solo per citarne alcuni.

Sicuramente i rimedi a nostra disposizione sono tanti, e come per la maggior parte delle problematiche, già con lo stile di vita, da soli nel nostro piccolo, possiamo fare tanto. Laddove non riusciamo, o non è sufficiente,  integrazione e terapia farmacologica ci vengono in aiuto, senza dimenticare le cause principali dell’alopecia androgenetica, come correlazione genetica e carenze vitaminico/minerali.

I consigli dell’integrazione secondo Rush Pharma

Summary
Alopecia androgenetica: cos'è, cosa sappiamo
Article Name
Alopecia androgenetica: cos'è, cosa sappiamo
Description
Cosa sappiamo di questa diffusa e sentita problematica che è l'alopecia androgenetica
Author