DIFESE IMMUNITARIE: Poche semplici regole per contrastarne l’abbassamento

DIFESE IMMUNITARIE: Poche semplici regole per contrastarne l’abbassamento

L’immunodeficienza è una condizione patologica di alterazione delle difese immunitarie della quale si riconoscono due tipologie: l’immunodeficienza primitiva o congenita e l’immunodeficienza secondaria

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DIFESE IMMUNITARIE:

Poche semplici regole per contrastarne l’abbassamento

Le immunodeficienze primarie sono caratterizzate da un’alterazione presente fin dalla nascita delle cellule del sistema di difesa: cellule T, cellule B, cellule fagocitarie e cellule del complemento. A differenza delle primarie, le immunodeficienze secondarie colpiscono individui sani alla nascita e sono una classe patologica multifattoriale. Le cause quindi possono essere molteplici, di diversa natura e sopraggiungono in seguito all’avanzare dell’età, all’insorgenza di patologie, a trattamenti farmacologici e ad uno stile di vita poco sano (mal nutrizione, fumo, alcol, mancata attività fisica, ecc.).

Al di là di questi stati di salute che clinicamente sono definiti patologici, vi possono essere situazioni di alterazione del sistema immunitario definite fisiologiche. Questi casi, generalmente a ciclo stagionale, sono determinati dallo stress derivante dalla frenetica vita quotidiana, da particolari momenti della vita in relazione all’età, da carenze vitaminiche dovute ad una dieta poco differenziata e da temporanee terapie chemioterapiche antibiotiche.

Una dieta varia, che abbraccia un abbondante consumo di frutta e verdura, può favorire un corretto stile di vita ed aiuta a mantenere alte le difese immunitarie. Dei carboidrati totali assunti nell’arco della giornata i cereali integrali (non raffinati) dovrebbero essere la porzione maggiore. La loro sostanziale rilevanza è determinata dal quasi completo apporto del complesso vitaminico del gruppo B (vit.B12 esclusa).

IL COMPLESSO B

La vitamina B1, o tiamina, largamente presente in cereali (es. Triticum aestivum L.) e legumi (Pisum sativum L.), svolge un importante ruolo di regolazione del metabolismo glucidico, lipidico e proteico, intervenendo attivamente nel ciclo di Krebs e nella via dei pentosi fosfati.

La vitamina B2, o riboflavina, contenuta ad esempio nei legumi verdi, nel carciofo (Cynara cardunculus L.), nella carota (Daucus carota L.) e nel ribes (Ribes nigrum L.), è un importante cofattore enzimatico nei processi di sintesi dell’ATP, di ossidazione del glucosio, degli aminoacidi e degli acidi grassi. Essa ha un importante ruolo strutturale nella crescita dei tessuti ed inoltre interviene nella formazione di eritrociti ed anticorpi.

La vitamina B6, o piridossina, assieme al triptofano, è il precursore della vitamina B5 o niacina. Le sue attività fisiologiche sono molteplici: interviene nel metabolismo lipidico, aumenta la tolleranza al glucosio, modula l’azione degli ormoni steroidei e partecipa alla formazione di alcuni neurotrasmettitori. Questa importante molecola si può trovare ad esempio nelle banane (Musa paradisiaca L.), negli spinaci (Spinacea oleracea L.), nei pomodori (Solanum lycopersicum L.).

La vitamina B9, o acido folico, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione della formazione della spina bifida nel feto durante la gravidanza (assicurando l’assorbimento intestinale delle vit. B1 e B 12), inoltre partecipa attivamente alla sintesi di proteine, DNA ed RNA. Essa è presente nelle piante a foglia larga e verde, ad esempio spinaci (Spinacia oleracea L.) e cavoli (Brassica oleracea L.), come suggerito dall’etimologia dell’attributo “folico”, dal latino “folium” cioè “foglia”.

L’attiva partecipazione del complesso vitaminico B al sostegno del nostro sistema immunitario è affiancata dalla vitamina C. Essa agisce nella sintesi del collagene, favorisce l’assorbimento intestinale di ferro (elemento primario per il mantenimento di alte difese immunitarie) e partecipa all’eliminazione di diversi prodotti tossici e di metalli pesanti (Ni, Pb, Hg, ecc.).

VITAMINA C

La vitamina C, o acido ascorbico, è nota per le sue proprietà antiossidanti, infatti combatte prodotti metabolici dannosi come i radicali liberi e protegge l’organismo dai danni derivanti da stress ossidativo e non solo. Inoltre possiede una provata efficienza attiva secondaria anche contro agenti patogeni come virus e batteri (dal momento che lo sviluppo delle difese immunitarie e di tutte le cellule che ne fanno parte è dipendente dalla vitamina C). Per la sua attività immunostimolante si trova tra i primi posti come elemento fondamentale della dieta quotidiana, a maggior ragione nei casi di abbassamento delle difese immunitarie.

La sua presenza è rilevabile nella frutta e nella verdura purchè fresche, crude e di stagione: infatti la vitamina C viene ossidata dalla cottura e, dal tempo che trascorre tra la raccolta ed il consumo, se prolungato.

Le specie che ne contengono la maggior quantità sono: rosa canina (Rosa canina L.), arancia (Citrus aurantium var. dulcis L.), limone (Citrus limon L.), peperone (Capsicum anuum L.), rafano (Cochlearia armoracia L.), broccolo (Brassica oleracea L.) e pompelmo (Citrus paradisi L.).

VITAMINA E

La vitamina E, o tocoferolo, è conosciuta per le sue proprietà antiossidanti. Vi sono tre tocoferoli (a, b e g-tocoferolo) diversi tra loro sulla base del posizionamento dei gruppi metile nella catena carboniosa. Questa vitamina nel tratto digerente protegge il complesso B e la vitamina C dall’ossidazione (mantenendoli attivi) ed impedisce la formazione di una specie radicalica dell’ossigeno definita “perossido” (molto tossica per l’organismo). I livelli di vitamina E presenti nel corpo decrescono con l’avanzare dell’età infatti l’integrazione di questa è molto importante soprattutto per la popolazione anziana, poiché contribuisce a prevenire le classiche affezioni stagionali e le problematiche oculari.

MINERALI

Negli ultimi decenni si è verificato un enorme aumento del consumo di carne a scapito di quello dei vegetali. Nei cibi di origine animale la quantità di selenio è fortemente inferiore a quella presente nel grano integrale e nei cereali in generale. Inoltre la carne contiene zinco, che riduce l’utilizzo metabolico del selenio. L’importanza del selenio è sottolineata dal ruolo che svolge nel mantenimento di alte difese immunitarie, favorendo la risposta immunitaria. Questo, infatti, lavora in sinergia con la vitamina E nel mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari, nella produzione di anticorpi e nell’attività antiossidante contro varie specie radicaliche. Questo minerale caratterizza un importante prodotto della famiglia dei “functional foods”: una patata piantata, coltivata e raccolta da un terreno ricco di selenio. In questo modo si assicura un aumento della concentrazione del minerale nel prodotto, e di conseguenza un apporto maggiore all’organismo (esempio riportato per sottolineare l’importanza del selenio nella dieta, nonostante il fabbisogno giornaliero effettivo sia di pochi microgrammi).

Tra i prodotti che contengono selenio vi sono: aglio (Allium sativum L.), cipolla (Allium cepa L.), cavolo (Brassica oleracea L.), cetrioli (Cucumis sativus L.), ecc.

Il manganese, proprio come il selenio, ha notevole importanza per l’organismo. E’ un oligoelemento presente nei mitocondri e ha un forte potere detossinante. La combinazione con vitamine del gruppo B aiuta soprattutto i più piccoli a rimanere in forza, poiché stimola la trasmissione nervosa. Il manganese ha inoltre una provata attività sul sistema immunitario favorendo lo sviluppo di alcuni anticorpi.

L’introduzione nella dieta quotidiana di questi elementi favorisce la riduzione degli effetti negativi che stress ed errata alimentazione hanno sulle nostre difese immunitarie, così da riuscire a mantenere attive le nostre barriere contro gli agenti patogeni con i quali quotidianamente veniamo a contatto.

DIFESE IMMUNITARIE: Poche semplici regole per contrastarne l’abbassamento
In casi di calo di difese immunitarie, una dieta varia che abbraccia un abbondante consumo di frutta e verdura può favorire un corretto stile di vita.