Insulinoresistenza, cos’è, cosa comporta

Insulinoresistenza, cos’è, cosa comporta

Insulinoresistenza, cos’è, cosa comporta

Con il termine resistenza insulinica o insulinoresistenza si intende una condizione di origine multifattoriale che comporta una ridotta cooperazione tra l’insulina ed il suo recettore (IR). Ciò si traduce in un inefficace trasmissione del segnale insulinico, inattivazione dei trasportatori GLUT-4, iperglicemia ed iperinsulinemia.

La secrezione di insulina è un processo stimolato da elevati livelli di glucosio ematico ed avviene da parte delle cellule b del pancreas. L’attività dell’insulina è di regolarizzare il metabolismo del glucosio, grassi e proteine. Tramite l’attivazione di trasportatori del glucosio, detti GLUT-4 fa sì che il glucosio ematico venga trasportato fuori dai vasi dentro le cellule bersaglio (cellule muscolari, epatiche ed adipociti) convertendolo in energia sotto forma di ATP.

Il rilascio di insulina è direttamente proporzionale alla quantità di carboidrati e fibre ingeriti col pasto ed il loro relativo indice glicemico. Alimenti a medio-basso indice glicemico non hanno come conseguenza un picco glicemico, ma crescente aumento della glicemia mantenendo, tra l’altro, una più duratura sensazione di sazietà. Al contrario, alimenti ipercalorici, contenenti grandi quantità di zuccheri (pane, pasta) poco dopo la digestione e l’assorbimento portano ad un picco glicemico elevato, una conseguente secrezione abbondante di insulina che risolvendo l’iperglicemia, porta ad uno stato transitorio e breve di ipoglicemia (a tale stato il corpo risponde chiedendo altro cibo).

La risposta epatica all’insulina è un assorbimento di glucosio, una piccola quantità quindi (70gr,) viene immagazzinata nel fegato sotto forma di glicogeno, mentre la restante viene convertita in grassi sotto forma di adipe. In caso di necessità il glicogeno viene rilasciato nel sangue sotto forma di glucosio ed assorbito dai tessuti.

Tra le patologie che conseguono l’ insulinoresistenza c’è il diabete. Due sono le tipologie più frequenti: diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2:

  • Il tipo uno è anche detto insulino-dipendente perché le cellule b dell’individuo non sono più in grado di produrre quantità sufficienti di insulina per controllare i livelli di glicemia. È una patologia che insorge nell’adolescenza e necessita di somministrazione di insulina esogena;
  • Il tipo due è detto insulino-indipendente e la base della patologia sta nel fatto che l’interazione dell’ormone con il recettore non consegue un corretto messaggio non avendo come risultato l’abbassamento della glicemia. Questa forma insorge solitamente nella tarda età ma le forme sempre più frequenti di obesità giovanile la fanno comparire sempre prima.

L’obesità è strettamente legata al diabete di tipo due poiché una errata alimentazione sia in termini di qualità ma anche di quantità e di frequenza portano ad un sempre più ripetuto stimolo di produzione insulinica che, andandosi a legare col proprio recettore, col tempo, non riesce più ad interagire correttamente e, senza ottenere un segnale di risposta, non riesce quindi ad abbassare adeguatamente la glicemia. L’ insulinoresistenza è uno stato patologico che ha diverse origini come stress, diete ipercaloriche, terapie farmacologiche (steroidee), genetica (tipologia di resistenza “autoimmune” dovuta alla produzione di specifici anticorpi contro i recettori dell’insulina). I risultati della resistenza-insulinica sono molteplici: Il primo organo colpito è il fegato, che per lo stato di iperinsulinemia che si viene a creare, aumenta l’idrolisi dei trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. L’aumento di acidi grassi porta ad uno stato (reversibile) definito steatosi epatica (fegato grasso). L’iperinsulinemia agisce anche a livello renale, riducendo il riassorbimento del sodio a livello tubulare alzando cosi la pressione arteriosa.

Insulinoresistenza, cos'è, cosa comporta
Insulinoresistenza, cos'è, cosa comporta
Insulinoresistenza, che cos'è e quali sono le cause che portano al malfunzionamento tra l'insulina ed il suo recettore (IR)