Ansia da prestazione: a nominarla mette l’ansia

Ansia da prestazione: a nominarla mette l’ansia

Ansia da prestazione: già a nominarla mette l’ansia. Quanto possiamo dire con certezza, è che per noi maschi l’atto in sé e tutto quello che lo precede in termini di approccio psicologico, con il desiderio di non deludere le aspettative, quelle del partner e le proprie, è un po’ come stare sul palco in attesa di esibirsi, con la volontà di fare bella figura. Ed ecco che si cade nell’ansia, l’ansia da prestazione.

Ansia da prestazione

Ansia da prestazione

Il maggior problema legato a questo stato ansiogeno, non è tanto la sensazione psicologica di attesa insofferente e talvolta “panico”, quanto la sua ripercussione in ambito fisiologico, con difficoltà nell’ottenere e mantenere l’erezione e conseguentemente con la piena difficoltà di avere un rapporto che sia soddisfacente da entrambe le parti.

L’ansia da prestazione è pertanto un meccanismo psicologico che innesca un vero e proprio deficit a livello fisico che porta poi in maniera cronica a vivere male la nostra sessualità e il rapporto con il partner, rendendo arido non solo il nostro letto ma anche la relazione. Vi è pertanto una vera e propria correlazione tra l’aspetto psicologico e la disfunzione fisica, tanto che quando si parla di ansia da prestazione si finisce poi per parlare anche di difficoltà d’erezione. Il pensiero ansioso che porta a questa problematica fisica è spesso talmente ossessivo e “martellante” nella mente che il fatto stesso che devo effettuare una cosa, devo raggiungere un obiettivo, fa scendere in secondo piano o annulla il modo in cui vado a compiere l’atto. In pratica l’ansia fa in modo che il timore che nutriamo nella nostra mente per un determinato avvenimento diventi effettivamente realtà, con annesse le difficoltà fisiologiche menzionate poco fa.

Come ci si libera da questa ansia da prestazione? Sicuramente è opportuno prima capire perché siamo afflitti da questa ansia, e comprendendo maggiormente le dinamiche con cui è generata riusciremo anche a trovare soluzioni in grado di risollevare il contesto sessuale. Il problema dell’ansia da prestazione affligge sempre di più anche i giovani, spesso tra i 18 e i 20 anni, che cadono in una profonda insicurezza dalla quale è difficile liberarsi.

L’approccio più indicato passa dal lavoro sull’eccitazione sessuale, che noi siamo abituati a pensare come una sensazione ma che in realtà è un vero e proprio flusso ormonale che scende verso il basso e si traduce con il raggiungimento dell’erezione. Per ripristinare un corretto meccanismo, bisogna cercare di capovolgere il sistema che ha portato l’ansia da prestazione a prendere il sopravvento sulla nostra eccitazione, sia attraverso un training mentale che faccia crescere l’autostima e inneschi un ciclo di aumento della consapevolezza dei propri mezzi, sia attraverso training fisico che migliori l’afflusso di sangue e quindi renda più soddisfacente l’atto (raggiungendo e migliorando l’erezione anche l’aspetto psicologico ne gioverà, allontanando il fantasma dell’ansia). Più facile a dirsi che a farsi? Forse, ma non impossibile, e vedrete che una volta innescato il cambiamento, la parola divertimento sostituirà ansia, lasciando spazio solo a un corretto edonistico meccanismo di causa (eccitazione)-effetto (atto soddisfacente)……

Ansia da prestazione2

Un ulteriore aiuto per ridurre l’ansia da prestazione viene dato da integratori a base di adattogeni o stimolanti come la Rhodiola o il Ginseng Coreano.