Insulinoresistenza, cos’è, cosa comporta – parte 2

Insulinoresistenza, cos’è, cosa comporta – parte 2

Nella prima parte abbiamo introdotto l’insulinoresistenza, i processi fisiologici  di abbassamento della glicemia, il coinvolgimento del diabete e dell’obesità giovanile

Insulinoresistenza, cos’è, cosa comporta – parte 2

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Un’ulteriore conseguenza dell’insulinoresistenza è l’aumento del rischio di aterosclerosi. L’aterosclerosi ha come causa primaria la formazione dell’ateroma (una massa dal core lipidico) che, riducendo il lume vascolare, porta ad un innalzamento della pressione sanguigna e che, nel caso avvenga il distaccamento di una parte, può involvere in un infarto di natura lipidica.

L´iperglicemia ha come sintomo più evidente un aumento della sensazione di sete soprattutto nelle ore notturne. L´individuo si accorge di ciò poiché tende a svegliarsi più volte nel corso della notte. Il valore della glicemia è monitorabile attraverso i periodici esami del sangue, oppure attraverso un esame mirato (più semplice e veloce) che è possibile effettuare in farmacia. Grazie a questi controlli è possibile notare eventuali alterazioni del valore glicemico, ed agire di conseguenza in maniera repentina migliorando il proprio stile di vita.

Bromelina: favorisce il microcircolo, migliora l´attività digestiva, favorisce il drenaggio dei liquidi corporei. L’elevato contenuto di fibre è un valido alleato nei casi di stipsi. La bromelina è conosciuta per la sua azione diuretica e di acceleratore del metabolismo favorendo la digestione, attraverso suddetti processi tiene sotto controllo non solo i valori glicemici ma anche quelli relativi al colesterolo, impedendo un accumulo di colesterolo cattivo causa talvolta di gravi patologie.

Cardo mariano: epatoprotettore, inibitore della perossidazione lipidica, regolatore della permeabilità cellulare. Il cardo mariano contribuisce a mantenere stabile, sia in caso di sofferenza che di danno, la funzionalità del fegato messa a dura prova da alcol, farmaci e cattiva alimentazione, riducendo la formazione di metaboliti nocivi.

Cromo: contribuisce al mantenimento di buoni e stabili livelli del glucosio,  contrasta il rischio di diabete e ipoglicemia, e svolge un’efficace azione brucia calorie.  Può essere impiegato nei programmi di riduzione o di mantenimento del peso corporeo in compagnia dell’esercizio fisico e di un adeguato regime dietetico. Il cromo incrementa la sua attività “calo-peso” se abbinato a uno o più delle seguenti sostanze: estratti del fagiolo, dell’ananas, del pompelmo o della papaia, del caffè o del tè verde.

Fieno greco: Alcuni studi indicano che il consumo regolare di fieno greco può essere utile durante la terapia del diabete di tipo II poiché ritarda la digestione e l’assorbimento dei carboidrati, ciò grazie anche alla presenza dell’ “idrossiisoleucina” che ritarda l’assorbimento di glucosio postprandiale. Le mucillagini in esso contenute agiscono da barriera protettiva contro gli acidi coinvolti nei processi digestivi proteggendo la mucosa gastrica. Infine la presenza di fibre solubili aumenta la viscosità del cibo digerito e inibisce l’assorbimento di colesterolo e di acidi biliari.

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