Dismenorrea: un piccolo focus sul ciclo mestruale

Dismenorrea: un piccolo focus sul ciclo mestruale

Spesso in concomitanza col ciclo mestruale si possono avvertire dolori tali da ridurre, se non inibire, le attività quotidiane: tale fenomeno è definito “ dismenorrea ”.

Dismenorrea:

un piccolo focus sul ciclo mestruale

DismenorreaCon il termine ciclo mestruale o ciclo riproduttivo si intende un insieme di fenomeni che avvengono all’interno dell’organismo femminile, i cui fini sono il concepimento e la funzionalità riproduttiva.

Gli organi coinvolti fanno parte dell’asse riproduttivo: ipotalamo, ipofisi, ovaie, utero e vagina, ciascuno con un ciclo proprio e direttamente correlato con gli altri.

Il processo inizia con la stimolazione dell’ipofisi da parte dell’ipotalamo. Ciò avviene poiché il rilascio dell’ormone ipotalamico GnRH (ormone rilasciante gonadotropine) promuove il rilascio delle gonadotropine ipofisarie (LH o ormone luteinizzante ed FSH o ormone follicolo stimolante). Il ciclo ovarico è strettamente correlato ai livelli degli ormoni sopracitati.

Esso è suddiviso in diverse fasi: reclutamento dei follicoli, ovulazione, formazione del corpo luteo maturo ed infine steroidogenesi (secrezione di estradiolo e progesterone, entrambi promotori del ciclo uterino).

Il ciclo uterino comprende tre fasi: fase mestruale, fase follicolare e fase proliferativa. Esso prevede il completo rinnovo dell’endometrio, ossia l’espulsione della tonaca mucosa fino allo strato basale, dal quale si rigenera periodicamente (fase mestruale). L’estradiolo favorisce la proliferazione delle cellule endometriali, mentre il progesterone le conduce al differenziamento, portando così a termine il “nuovo endometrio” ed accrescendolo sino al massimo spessore.

Dismenorrea è un termine che deriva dal greco e che letteralmente significa “alterato flusso mestruale”. Tale disturbo è suddivisibile in due categorie sulla base della sua origine e della sua frequenza: primitiva e secondaria.

Il dolore che caratterizza la dismenorrea deriva da una serie più o meno ravvicinata di contrazioni miometrali, originate dalle “prostaglandine” (PGE2 e PGE2a), sostanze della famiglia degli “autacoidi”. Esse vengono rilasciate durante la fase di sfaldamento dell’endometrio e causano uno stato di ipossia tissutale, derivante da una ridotta irrorazione. Tale dolore parte dalla zona del basso addome e si irradia a quella lombo-sacrale. I sintomi sistemici sono nausea, vomito, cefalea, diarrea, astenia, irritabilità, insonnia, vertigini e gonfiore addominale.

La terapia farmacologica tipica per la dismenorrea prevede spasmolitici, FANS, anticoncezionali orali a base di estradiolo-derivati e progesterone, ed anticoncezionali orali a base solo di progesterone.

La sindrome premestruale (PMS) è una condizione caratterizzata da sintomi psichici, fisici e comportamentali, ed anch’essa concomitante al ciclo mestruale. Ogni individuo presenta una sintomatologia diversa che, nella maggior parte dei casi, comprende: ansia, irritabilità, alterazioni dell’umore, cefalea, tensione mammaria, gonfiore, ritenzione idrica, dolori addominali o diffusi, aumento dell’appetito, riduzione della concentrazione, aumento della sonnolenza ed isolamento sociale.

L’eziologia non è ben chiara, tuttavia si ipotizza il coinvolgimento di diversi fattori: alterazioni metaboliche, ipomagnesemia, iperPRL, ipoglicemia e riduzione intake vit-B6.

Nel mondo vegetale si possono trovare numerose piante conosciute sin dall’antichità per le loro proprietà spasmolitiche, antinfiammatorie e regolatrici del ciclo mestruale: Viburno (Viburnum lantana L.), Cimicifuga (Cimicifuga racemosa L.), Verbena (Verbena officinalis L.) ed il Ginseng coreano (Panax ginseng L.).

Il viburno fa parte della famiglia delle Caprifoliaceae, cresce nei boschi caducifogli termofili del centro nord tra 0 e 1200 m. Della pianta s’impiegano le foglie, la corteccia, i frutti e le gemme. La corteccia viene raccolta a giugno e vanta proprietà spasmolitiche, emostatiche e sedative, in particolare sul sistema nervoso a livello uterino. Nella corteccia si possono trovare una vasta serie di sostanze: tannini, acido salicilico, acido valerianico, acido linoleico, acido viburnico, acido oleico, fitosterolo e molti altri. L’acido valerianicoin particolare è stato isolato anche dalla radice, sebbene quest’ultima non abbia un uso terapeutico. L’estratto fluido della corteccia, somministrato più volte durante la giornata, aiuta a combattere l’ansia, gli spasmi uterini e le altre problematiche legate alla PMS.

La cimicifuga (Cimicifuga racemosa L.) ha origine nelle zone orientali dell’America settentrionale, infatti i popoli nativi della zona la utilizzavano contro i reumatismi, i disturbi uterini ed i disturbi nervosi. La droga è costituita dalle radici e dai rizomi, raccolti dopo la maturazione dei frutti. Le principali sostanze presenti nella droga sono: cimigenolo, cimicifugoside, cimicifugina (una frazione resinosa), citisina e metilcitisina (alcaloidi). Tali sostanze rendono efficace il suo utilizzo nel contrastare vampate, eccessiva sudorazione, irritabilità, variazioni dell’umoree dismenorrea.

La verbena (Verbena officinalis L.) cresce ai lati delle strade, nelle zone incolte e vicino ad insediamenti umani fino a 1200 m di altitudine. Gli antichi Romani la consideravano una pianta di buon auspicio ed erano soliti offrirla come messaggio di pace; per questo motivo i loro ambasciatori erano anche detti“Verbenari”. La verbena è inoltre citata da Virgilio nelle Bucoliche come pianta afrodisiaca (nominata nell’epoca romana “herba Veneris”):

 

 

“Effer aquam, et molli cinnge altaria haec vitta

/ verbenasque adole pingues et mascula tura,

/coniugis ut magis sanos avertete sacris / experia

Sensus: nihil hic nisi carmina desunt.”

 

(“Portami acqua e cingi l’altare di una morbida benda,

brucia le oleose verbene e grani di maschio incenso,

affinché con queste magie provi a togliere il senno al

mio amante; ormai qui non mancano che gli  incantesimi”)

Virgilio – Bucoliche 8: 64-67

 

Della verbena si utilizzano le parti aeree verdi e fiorite che vengono raccolte nei periodi estivi e conservate dopo essiccazione. Per le sue proprietà sedative del SNC, essa viene utilizzata nella cura di stati d’ansia, di insonnia legata a particolari stati emotivi e di manifestazioni psicosomatiche correlate allo stress. L’olio essenziale è composto da a e b citrale, nerolo, geraniolo, furfurolo, a-terpineolo, borneolo, b- cariofillene, limonene, ecc. L’essenza ha un uso comune anche come correttivo del sapore.

“Panax ginseng L.” è tra le piante medicinali di più antico uso documentato, ed è originaria dell’estremo Oriente. Dal ginseng coreano si ricavano due droghe: il ginseng bianco ed il ginseng rosso. Le proprietà energizzanti e neuroprotettive, ne valorizzano l’uso profilattico per i cambi di stagione, per l’astenia, per la depressione e per la difficoltà di concentrazione.

Summary
Dismenorrea:  un piccolo focus sul ciclo mestruale
Article Name
Dismenorrea: un piccolo focus sul ciclo mestruale
Author