Gomito del tennista: l’infiammazione che ti mette KO

Gomito del tennista: l’infiammazione che ti mette KO

Il gomito del tennista, detto anche epicondilite, è l’infiammazione di un tendine del braccio che collega il muscolo (estensore radiale breve del carpo) ad una sporgenza dell’omero chiamato appunto epicondilo laterale. Questo tendine più di altri è propenso ad infiammarsi, generalmente ciò è dovuto ad un utilizzo massiccio, sia sportivo agonistico, sia lavorativo. Fu definito “gomito del tennista” nel 1883 da M. Morris intendendo l’infiammazione dovuta alla sollecitazione continua del tendine con l’utilizzo intenso della racchetta da tennis.

Gomito del tennista: l’infiammazione che ti mette KO

 Gomito del tennista

L’utilizzo continuo delle braccia da parte di atleti e di alcune categorie di lavoratori, sottopone ad uno sforzo continuo e prolungato questo tendine, portando ad una liberazione di sostanze mediatrici dell’infiammazione come la sostanza P e la calcitonina. Tale processo porta progressivamente a dolore ed impossibilità di utilizzo dell’arto nella vita quotidiana. Come soluzione ricorrere semplicemente ad antinfiammatori non basta poiché bisogna associare alla terapia farmacologica un periodo di riposo per sfiammare il tendine in maniera efficiente.

Fin da subito, quindi dalla prima scossa di dolore, ma anche durante il periodo di riposo è consigliabile la crioterapia. Il ghiaccio aiuta l’articolazione a sfiammarsi, contrastando il calore prodotto dall’infiammazione e che favorisce il prolungarsi dello stato infiammatorio. L’intervento primario quindi conta di ghiaccio, riposo e FANS sia per OS (via orale) che topici come creme e pomate (per un periodo non superiore ai 5-6 giorni).

Esercizi di stretching possono essere di grande aiuto poiché col tempo e sovraccaricando questi muscoli, essi si accorciano riducendo lo spazio intra articolare. Esercizi di estensione e di flessione possono cosi migliorare lo stato infiammatorio.

Tra i metodi utilizzati per risolvere la problematica del gomito del tennista vi sono gli impacchi di argilla con oli essenziali. L’argilla ha una componente varia, principalmente silicato di alluminio. La sua composizione permette di raggiungere in profondità tutte le cellule e permette anche agli oli essenziali in essa contenuti di penetrare a fondo. Attraverso un meccanismo osmotico favorisce il riequilibrio degli oligoelementi a livello cellulare, l’aggiunta di oli essenziali come quello di arnica montana L. aggiunge a tali proprietà quella antinfiammatoria. In tale maniera l’olio essenziale di arnica penetra dentro l’articolazione e raggiunge bene cellule muscolari, cartilaginee ed ossee. Il tutto è favorito da un rivestimento di una pellicola di plastica trasparente antitraspirante che favorisce una maggiore persistenza della sostanza in loco.

Il metilsulfonilmetano è una molecola ad attività antinfiammatoria utile in queste circostanze, essa infatti svolge principalmente le sue attività a livello articolare promuovendo l’attività osteoblasitica a scapito di quella osteoclastica e proteggendo i tessuti articolari. La sua vasta azione antinfiammatoria agisce anche a livello tendineo migliorando lo stato infiammatorio caratteristico del gomito del tennista. Tale sostanza è contenuta in abbondanza nell’Equiseto (Equisetum arvense L.) insieme ad altre come acido salicilico, acido caffeico e dimetilsulfone, molto interessanti per questo genere di problematiche caratterizzate da flogosi.

Nella forma farmaceutica di gel, l’Aloe è un valido aiuto nell’epicondilite grazie alla sua attività antinfiammatoria. Il suo succo, composto da pectine, emicellulose, tannini, amminoacidi ed alcuni steroli come il b-sitosterolo, proviene dalle foglie ed è la componente principale di creme e di gel.

Solitamente anche l’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens DC) è utilizzato nel trattamento di stati flogistici. Il suo ricco contenuto di glucosidi iridoidi come arpagoside, arpagide e procumbide, blocca la sintesi di leucotrieni e prostaglandine, riuscendo ad essere cosi di grande aiuto in patologie di natura reumatica ed infiammatoria.

Nonostante vi siano molte sostanze d’aiuto nella cura del gomito del tennista, l’individuo deve comunque rimanere a riposo. Questi rimedi non bastano e non svolgono al completo la loro attività se la persona colpita continua a sovraccaricare l’arto con sport e lavoro. Come riportato in precedenza, riposo (e ghiaccio) sono la primaria terapia.

Gomito del tennista: l’infiammazione che ti mette KO
Gomito del tennista: l’infiammazione che ti mette KO