Prevenire la spina bifida : vitamina B12 co-fattore dell’acido folico

 Prevenire la spina bifida è possibile mantenendo un adeguata attenzione all’alimentazione e, se nel caso, all’integrazione, dal periodo pre-concezionale (3-4 settimane prima del concepimento)  fino al parto. La spina bifida è un difetto di chiusura del tubo neurale del nascituro spesso causata da un deficit di acido folico o di vitamina B 12.

Prevenire la spina bifida:

vitamina B12 co-fattore dell’acido folico

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L’acido folico, o vitamina B9, è reperibile in diversi alimenti di origine vegetale soprattutto verdure a foglie verdi (esempio gli spinaci ne sono ricchi) ma anche legumi, cereali, frutta ed altri alimenti di origine animale. Il nostro fabbisogno è di 400 microgrammi/die come per le donne in gravidanza che sale fino agli 800 microgrammi/die in determinati casi. Il suo metabolismo è fortemente dipendente da un’altra vitamina, la B12.

La vitamina B12, o cianocobalamina, è una vitamina idrosolubile reperibile esclusivamente da fonti animali oppure dai cosiddetti “cibi rinforzati”. Nonostante il nostro fabbisogno sia di pochi microgrammi, è importante rispettarlo poiché la mancata introduzione nella dieta di questa vitamina è causa di patologie a carico del nostro apparato circolatorio e, in caso di gravidanza, anche a carico del feto.

L’RDA negli adulti è di 2,4 microgrammi per assicurarne l’assorbimento di 1 microgrammo, nulla è la differenza tra i sessi. In gravidanza questo valore sale a 2,6 microgrammi.

La carenza di questa vitamina porta ad un deficit dell’altra vitamina, l’acido folico. Ciò ha seria rilevanza nel processo di sintesi del DNA che colpisce le cellule in rapida divisione nel midollo osseo (anemia megaloblastica), inoltre porta anche a difetti del tubo neurale. La vitamina B 12 è un co-fattore del metabolismo dell’acido folico, spesso quando si ha una carenza di una di queste due vitamine è difficile identificare quale sia quella in deficit, poiché una è conseguenza dell’altra.

Tale deficit non è esclusivamente dovuto alla dieta ma può essere anche secondario all’utilizzo cronico di alcuni farmaci.

La metformina, uno degli ipoglicemizzanti orali più usati, è causa di un ridotto assorbimento a livello intestinale (ileo) di vitamina B12, infatti a questi pazienti è consigliato integrare l’alimentazione con complessi di vitamine B. Anche inibitori di pompa protonica ed antistaminici anti- H2 sono causa di tale carenza, poiché riducendo il pH gastrico portano ad una riduzione del cosiddetto “fattore intrinseco”, fondamentale nel trasporto della vitamina  B 12. L’integrazione con il complesso B è indicata non solo a quelle persone trattate farmacologicamente ma anche a quelle in gravidanza che per prevenire la spina bifida assumono sia  B12 che B9 (acido folico).

La vitamina B 12  è responsabile della formazione dei globuli rossi, insieme all’acido folico partecipano nella sintesi del DNA, del RNA e dei meccanismi di difesa (leucociti) contro microrganismi patogeni.  A livello nervoso la cianocobalamina partecipa nella sintesi  della guaina mielinica delle cellule nervose, inoltre è un costituente fondamentale del metabolismo dell’omocisteina contribuendo a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo ematici. Un adeguato in-take in gravidanza di queste vitamine aiuta a prevenire la spina bifida, infatti l’alimentazione nei nove mesi di gravidanza è fondamentale per la salute dei bambino.

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